San Giovanni Crisostomo

Fondata nel 1080, di fronte all’attuale edificio rinascimentale e intitolata a Santa Cecilia, fu completamente ricostruita tra il 1485 e il 1494 ad opera del grande architetto Mauro Codussi (1440-1504), ultimata dopo la sua morte dal figlio Domenico, e dedicata a San Giovanni Crisostomo per una preziosa reliquia del celebre Patriarca che era stata trasportata dall’Oriente per essere venerata in questo luogo.

La facciata [fig. 01] segue il tipico schema coducciano, di influenza toscana, con fronte tripartita, dove alla ricca decorazione lombardesca si sostituisce una soluzione intellettuale di chiara impronta rinascimentale, che consiste nel definire l’orizzonte ideale nel semicerchio del lunettone centrale, raccordato alle navata laterali dalle due lunette.
Nel 1531, per allargare la salizada, fu demolito l’antico campanile [fig. 02]; ricostruito allineato alla nuova chiesa, fu terminato nel 1605.
L’insieme ha un tono di raffinata proporzionalità che si rispecchia all’interno [fig. 03], dove l’influsso toscano rimane evidente nelle sottolineature in pietra grigia. L’interno è molto suggestivo, e da una sensazione di grande equilibrio di forze e di raggiunta armonia, sottolineata da un sapiente gioco di luci ed ombre.
La pianta è a croce greca, e la cupola, impostata su quattro agili pilastri, dà un grande senso di sviluppo ascensionale. Sulla parete d'ingresso si trovano le quattro portelle d'organo attribuite a Girolamo da Santacroce.

Nel vestibolo lo sguardo ricade subito sulla piccola immagine della Madonna delle Grazie [fig. 04], circondata da molti segni di devozione e riconoscenza.
Questo gioiello dell’edilizia sacra veneziana è noto anche per le importanti opere pittoriche qui conservate.
Nella cappella a destra della parete d'ingresso si ammira la stupenda pala con i Santi Girolamo, Cristoforo ed Agostino, di Giovanni Bellini (1513). Il grande pittore, qui in una delle sue ultime opere, riesce a cogliere la grande lezione tizianesca nel rinnovato uso del colore a larghe pennellate, il tutto legato da una suggestiva unità di ambiente-luce.
Nel presbiterio [fig. 05], al centro di una serie di tele, rifulge per la bellezza, la pala dei Santi Giovanni Crisostomo, Paolo, Giovanni Battista, Liberale, Maddalena, Cecilia e Caterina di Sebastiano del Piombo (1508-1509). È questo uno dei capolavori del pittore, in cui si evidenzia il sapiente uso del colore e il perfetto equilibrio compositivo.
Sull'altare della cappella a destra del presbiterio è da notare la pala marmorea con L'Incoronazione della Vergine fra gli Apostoli di Tullio Lombardo (1500-1502); interessante è l'effetto prospettico e la figura della Vergine, dalla forte espressività, in contrasto con la convenzionalità delle figure degli Apostoli.

Numerose e importanti sono le confraternite e le devozioni che hanno come centro la chiesa di S. Giovanni Crisostomo. Più antica è quella in onore del santo titolare: lo testimoniano molti quadri che lo raffigurano e un prezioso reliquiario cinquecentesco contenente un braccio del santo patriarca.
Antica, inoltre, è la confraternita del SS. Sacramento, che aveva nella chiesa una sua scuola.
Nel corso dei secoli la chiesa fu anche centro devozionale di numerose scuole d’arte e mestieri. La più importante fu quella dei tintori della seta (tela e fustagno) sorta intorno al 1380.

Il culto della Madonnina
Gran parte delle devozioni praticate presso S. Giovanni Crisostomo sono ormai sparite, ma la chiesa resta ancora uno dei centri religiosi più vivi della città e questo in virtù della fortissima devozione dimostrata dai cittadini verso la Madonna delle Grazie, meglio conosciuta come la Madonnina.
La Madonnina, prima della guerra 1915-18, era sistemata in una nicchia sopra il portale laterale, all’interno della chiesa, di fronte all’altare di S. Antonio.
Con la caduta di una bomba austriaca (febbraio 1918), la chiesa fu colpita e la Madonnina cadde e andò ad infilarsi con il capo sul fondo d’uno scanno, senza minimamente rompersi; il fatto venne attribuito a prodigio.
In attesa dei restauri, il busto fu provvisoriamente collocato su panca di marmo presso l’altare degli apostoli.
Nel frattempo numerosi fedeli andavano ad inginocchiarsi davanti all’immagine di Maria, con molta devozione, offrendo candele, lumini, fiori, cuori d’argento e denaro. Il continuo afflusso dei fedeli e le offerte consigliarono il vicario Don Pietro Pio Pulito a collocare la Madonnina non sull’altare, ma sopra un sostegno di marmo, costruito nello stesso stile della chiesa e posto nel punto ove si trova ancora. A qualche anno dalla sistemazione definitiva, un orafo di Venezia, compose un’aureola di stelle che fu posta sul capo della Madonna.
Il patriarca La Fontane scrisse personalmente una bella preghiera alla Madonnina delle Grazie a vantaggio dei devoti.
La triste condizione di tante famiglie che avevano i loro cari al fronte e la paura delle incursioni aeree, fecero che molti vedessero in quella piccola immagine il simbolo delle sofferenze umane. Nacque così, in modo spontaneo, la devozione verso la Madonna. Fu istituito un triduo cittadino molto frequentato. Nel 1942 venne aperta e decorata la nicchia. Per tutto il corso della seconda guerra mondiale, vi fu un costante incremento di devozione: innumerevoli madri e spose affidarono i loro cari alla protezione della Vergine. La fine della guerra non diminuì la devozione, dimostrando così che i veneziani accettavano con autentica fede questa singolare manifestazione mariana. Il 1° settembre 1947 veniva nominato vicario Don Giovanni Zanin. Grazie alla sua instancabile attività la chiesa di S. Giovanni Crisostomo divenne uno dei centri più attivi del culto in onore della Vergine.
Il riconoscimento di tanto fervore di opere giunse a felice conclusione nel marzo del 1977, quando il patriarca Albino Luciani promulgò il decreto con il quale riconosceva alla chiesa di S. Giovanni Crisostomo il titolo di santuario. Il patriarca poi, il 1° maggio 1977, proclamava, nel corso d’una funzione solenne, la detta chiesa santuario Madonna delle Grazie.